TESI PER UN PARTITO ECOLOGISTA

PRIMA TESI: L’attuale situazione mondiale

La cosidetta “crisi” di cui attualmente tanto si parla non è che un’ oscillazione (neppure troppo grave) del sistema capitalistico che domina attualmente.

In verità chi sono veramente “in crisi” sono le fasce meno protette e con meno potere : disoccupati, occupati monoreddito, pensionati a basso reddito. Lo sbandierare ad ogni occasione il termine “crisi” come un panno rosso davanti al toro serve solo a far digerire senza troppi sossulti la medicina amara che si vuol far prendere a tutti i lavoratori a favore del capitale finanziario che sta sempre pèiù soppiantando quello industriale (e dei grossi centri di potere che ci sono dietro le solite cento famiglie del capitalismo italiano che conta davvero) . La ricchezza c’è (in abbondanza) ma concentrata in poche mani e basterebbe una minima ridistribuzione per rimettere in moto i consumi e dare un po’ di respiro al sistema attuale.

Ma questo sistema è prigioniero dei propri schemi ideologici e ripropone ossessivamente parole d’ordine ormai fruste e logore come “crescita” e “rilancio dei consumi” dimenticando che il cavallo può essere anche condotto al fiume ma bere o non bere è affare suo e che in buona sostanza l’uomo non è solo un essere vivente composto da un orificio per introdurre cibo e un’altro per espellerlo e che quindi anche il consumare e non consumare non è una cosa così automatica.

Nel riproporre la parola d’ordine “crescita” ad ogni piè sospinto tramite i media ci si dimentica che l’attuale società italiana è quella che è uscita completamente distrutta dalla seconda guerra mondiale: crescita aveva allora un significato ben preciso di ricostruzione di un’intera nazione. MA ADESSO? Crescita può essere assunta come sinonimo di consumismo inutile, di spreco : quando si dice crescita si fa riferimento al PIL quell’indicatore che secondo le parole di Bob Kennedy misura tutto ma non quello per cui la vita vale veramente la pena di essere vissuta (1968 università del Kansas): e allora cosa ci dobbiamo augurare che ci sia ogni anno un naufragio come quello della Costa Concordai perché tutti i lavori necessari per rimuovere il relitto andranno ad aumentare la crescita?

La crisi vera (di sistema) arriverà quando le attuali locomotive del capitalismo (cina e india) cominceranno a non tirare più: si inizierà allora un lungo  periodo di stagnazione e recessione con liti sempre più frequenti per la conquista delle fonti energetiche e dell’acqua.

In altre parole il capitalismo se non superato sarà la fonte di nuove guerre locali e non locali. E’ da dubitare che l’uomo riesca ad arrivare a questo momento di crisi (vera) con gli strumenti ideologici adatti per non ricorrere alla guerra per trovare un nuovo equilibrio mondiale. Questo è anche il motivo nascosto dell’attuale situazione mediorientale. L’ISIS non è composto da una banda di simpatici mattacchioni che si divertono a tagliare la testa alla gente e a mandare Kamikaze in giro per il mondo. Il califfato non è una chimera. Tutto corrisponde ad interessi ben precisi dell’Arabia Saudita degli “amici” americani (non dell’attuale amministrazione prigioniera del bordello che si è trovata a sbrogliare a causa dell’improvvide iniziative dei Bush padre e figlio)  e delle altre potenze locali (leggi Turchia impegnata nell’eterna crociata contro i curdi).

per capirne di più: https://pierluigifagan.wordpress.com/2015/11/17/la-complessita-siro-irachena-ridotta-allosso-mappa-per-orientarsi-nel-disordine-mediorientale/

L’emigrazione provocata (e indotta?) dalla situazione siriano, irachena. Il terrorismo in Francia (e in altri paesi troppo esposti? Troppo interventisti?) come arma di ricatto per favorire la nascita del nuovo stato-califfato…

A ciò si aggiungeranno le nuove crisi ambientali… Nuove emigrazioni per siccità e/o inondazioni per l’innalzamento dei mari. Queste saranno le vere emergenze per i prossimi anni.

Non che il mondo occidentale non abbia i mezzi economici per affrontarle… C’è fin troppa “ricchezza” in giro (ma spesso “cattiva” ricchezza fonte di inquinamento ambientale ed avvelenamento di pozzi (in senso metaforico!)). Quello che manca è un buon pensiero che sappia gestire tali emergenze. Fino a quando si continuerà ad argomentare solo con i termini quantitativi (il PIL e la crescita)  utilizzati dall’attuale capitalismo liberistico finanziario (vorace) non si otterrà nessun risultato utile da questo punto di vista ma solo altri disastri.. disastri … disastri.

Personalmente penso che solo da tali catastrofi annunciate potrà poi affermarsi un cambiamento… speriamo solo che non sia troppo tardi..

Enrico Sgarella

 

 

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